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Da qualche tempo mi sveglio immancabilmente alle 4.30, faccio una fatica enorme a riaddormentarmi e alle 8.00 mi alzo stravolto e insonnolito per andare in fretta al lavoro.

Ora che c’è l’ora legale mi sveglio alle 5.30 e oggi ho deciso di non fare la fatica di cercare di riaddormentarmi. Mi sono alzato,ho fatto colazione, ho trovato il tempo di fare qualche lavoretto arretrato e mi sono messo con convinzione ad affrontare tutti quegli arretrati che non trovo mai il tempo e la forza di completare.

Un paio di nuove lucide idee per affrontare certe mie questioni di lavoro, una rapida scorsa al forum della notte, uno sguardo agli otto/dieci racconti iniziati e mai finiti e, improvvisamente, mentre mi chiedevo perché dalle 12.00 in poi siete passati in gruppo a dire cazzate senza senso, qualcosa mi ha chiamato fuori dalla porta di casa.

L’isola si è svegliata. La luce da nera si è fatta grigia, facendo intravedere, sempre più nettamente, questo mare che ho di fronte,leggermente ondulato, punteggiato di lucine che si sono rivelate barche, pigramente adagiate fra le onde, facendo finta di pescare e godendosi invece, ne ho la netta sensazione, questa atmosfera segreta alla maggior parte dei mortali. In lontananza il contorno della costa toscana. Dalla parte opposta Capo Corso.

Sono uscito nel piccolo patio. L’aria del mattino, chissà perché ,umida com’è, mi sembra più sana e ne aspiro con piacere riempiendomene i polmoni. E nel cielo un tripudio di suoni. Più specie di uccelli di quante ne conosco e riesco a distinguere si sono date appuntamento e si lanciano richiami e cantano. Cantano, si, come non li senti mai cantare nel pieno del giorno. E’ un concerto che mi fa venire le lacrime agli occhi dalla gioia. Quattro gabbiani, per fortuna silenziosi, ancora planano sulle onde per saziare il loro insaziabile appetito. Anche la tortora, che staziona permanentemente durante il giorno sul vicino palo del telefono emettendo il suo lugubre verso, svolazza silenziosa qui e là. Devono essersi resi conto, gabbiani e tortora, che al cospetto di questa orchestra il suono dei loro strumenti sarebbe stonato ).

E intanto che scrivo la luce aumenta ed indovino, dall’altra parte dell’isola, il sole che sorge.

Comincia una bella giornata. Riuscirò a mantenere i miei propositi in quelle che seguiranno?

Non lo so, ma intanto mi godo quest’atmosfera magica.

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Per tre giorni mi sono imposto di ignorare, di lasciare la mente libera di affrontare la lotta quotidiana senza distrazioni.
Anche questa settimana ho vinto.
Stasera, venerdi, all’inizio della tregua settimanale, senza preavviso mi sono seduto e ho pianto.