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Era novembre dell'anno 2000 a Chianciano, Antonio Russo era stato da poco torturato e ucciso, ed io avevo appena annunciato le mie dimissioni dal Comitato di Coordinamento dei Radicali per la Rivoluzione Liberale e gli Stati Uniti d'Europa (ottima conduzione di Marco Cappato), quando Marco Pannella annuncio che da quel momento si sarebbero chiusi i portoni del Movimento e chi fosse stato dentro restava dentro, chi era fuori restava fuori. Quello fu il

momento devastante dove si cominciò ad inanellare errori su errori, dal mancato investimento nella pur annunciata rivoluzione tecnologica e digitale, alla segreteria Capezzone con tutto ciò che ha significato negli anni a seguire la fondazione con lo stesso di Radicali Italiani (Io tra i 49 firmatari della delibera di fondazione ed unico astenuto nella votazione unanime a segretario di Daniele Capezzone). In quel Comitato proposi, tra le critiche ridicolizzanti di Marco Perduca ed altri, l'evento di una Woodstock radicale, anche in nome di Antonio Russo. Era quello l'anno in cui, dopo averle tentate tutte e provenienti dal successo delle Europee del 1999, i Radicali avrebbero dovuto spingere sul terreno che sarebbe stato poi occupato da Grillo e il M5S soltanto 10 anni dopo, con il perfezionamento del Movimento online e la Woodstock 5 stelle a Cesena che vide le decine di migliaia di partecipanti. Marco Pannella compiva 70anni e da quel momento non ha capito più niente, circondandosi di manipoli di pannellisti, poco qualificati e performanti, che gli hanno dato da bere aiutandolo a fare tutto male, sia nei confronti dello scenario politico (le analisi erano già state fatte e compiute nel 1983, ed allora era l'ultima possibilità per chiamarsi fuori dallo sfascio colossale compiuto oggi, 30 anni dopo, senza che si sia stati capaci di contrastarlo efficacemente), sia nei confronti dei militanti storici del Movimento e dei Radicali culturalmente presenti ovunque e pronti a convergere sul nuovo processo di attacco al Regime (si calcolava allora che quasi la metà degli elettori avessero votato almeno una volta Radicale). Ai Radicali non restava che prendere atto che s'avesse da vivere non tanto CON Pannella, ma PER Pannella, il quale cominciava ad essere colpito dalla strana e ingiustificata sindrome di essere contrastato in casa propria, senza comprendere a tutt'oggi che era solo il suo inconscio alibi per non essere riuscito a mettere in campo quel "alle armi" nonviolente di contrasto al Regime, con il quale invece poi è andato a relazionanrsi (la vita per il diritto), dicendo di non avere politicamente l'appoggio del Partito, che solo forse chiedeva la maggiore gradualità sugli intenti di procedura della guerriglia nonviolenta di cui vantava di essere isolato sostenitore, dunque coglionato dal pannellista della prima ora Capezzone, almeno dotato quello, ....anche se sulla campagna acquisti che seguì anni dopo - per chiudere qui questa esposizione - io vorrei vederci più chiaro, anche dal punto di vista di Pannella stesso, del quale non posso ancora a tutt'oggi credere che abbia potuto commettere così tanti errori nella sua leadership, se non motivato da altre strategie concordate in ambito extraradicale. Compiuti i sessant'anni, nei primi anni '90, Pannella prova a costituirsi quale politico di riferimento a garanzia della stabilità democratica post tangentopoli (le riunioni delle sette del mattino), mentre solo poco prima si prefigurava l'esapartito con i Radicali e per lui il ministero della Giustizia. Fu il Dipartimento Affari Esteri americano - oltre al risoluto niet del PCI - a bloccare quella operazione, nonostante il nostro si dichiari amerikkkano con tre kappa: se c'era una forza politica da arginare e circoscrivere affinché gli Usa potessero mantenere la necessaria influenza nel nostro Paese, ebbene quella non era certo più il PCI, ma già dagli anni settanta erano proprio i Radicali, perché tutta la zozzeria che si è strutturata in Italia è stata concepita in quel paio di Hotel di Via Veneto, specie infine con la prima guerra del Golfo, per la quale furono coinvolti i "buoni uffici" della camorra in quella zona d'intervento (Scotti era il collante, con l'azienda di pomodori pelati di cui lui era santino anche nelle portinerie). Cosa c'entra Pannella ? Il nostro frequentava liberamente i vertici dei servizi, e pur mantenendo una pericolosa - per il potere - autonomia e sostanziale inaffidabilità dal punto di vista di quei poteri, era informato di importanti segreti di Stato,ed a quel tempo nulla si poteva muovere se in giro ci fosse presenza di Pannella, anche in Somalia dove ancora si producevano gli effetti di quel primo punto di programma imposto da Pannella al primo governo Craxi sullo stanziamento di tremila miliardi di lire "contro lo sterminio per fame nel mondo", finiti come sono finiti. Abbiamo a quel tempo l'iscrizione di Gelli al PR e l'illusione della rivoluzione liberale di Berlusconi, finta al punto da non potersi non leggere da parte di ogni politico avveduto, se non nell'interesse di sostanziale adesione a principi di equilibrio e stabilità democratica, secondo interessi d'area nello scacchiere internazionale. Il nostro s'incazza perché nulla gli è tornato, certo anche e soprattutto in termini di legalità democratica e mutamento del quadro politico, e arriva la chiamata alle armi della Lista Pannella sino alle Europee del 1999 (ecco che arriva Capezzone) così accettando di buon grado l'annuncio che Berlusconi fece di riduzione di quel 8,5% al più consono 2% radicale, e così anziché reagirvi e lanciare il Movimento alla definitiva rivolta democratica, sostò ancora con Berlusconi fino a segare quell'alleanza coi Verdi e il PSI in appoggio a Rutelli, che perse esattamente per il numero dei voti Radicali. Che tutto ciò sia legato ad un ruolo di massone di alto livello o a pura coglionaggine, ancora oggi a me resta da comprendere, ma certamente la sua leadership politica è stata un tappo, almeno dal 2000 in poi, di quello che era divenuto maturo nel Paese: quello spazio è stato oggi occupato dal M5S, esattamente con la cultura radicale, essendo stato Grillo un fedele ascoltatore di Radio Radicale e lettore del Forum di RI; mentre Casaleggio era al tempo quel genere di leghista con i quali i Radicali hanno pure avuto una breve intesa (Benedetto Della Vedova eletto nel primo parlamento padano). Questo Caro Daniele è quello che posso dirti sommariamente di più, nello specifico rispondendoti che le frequentazioni a tre in Via del Plebiscito (Berlusconi, Pannella e Capezzone), non potevano che avere come oggetto anche la compravendita di Daniele Capezzone, sempre per interessi legati al succitato Dipartimento Affari Esteri Usa (c'era Bush allora, che Pannella difendeva in ogni occasione, così come l'amico Silvio). Pannella c'ha provato in tutti i modi, e bene ha fatto, puntando in alto direttamente al governo del Paese per cercare di smontare l'assetto di potere della mafgia partitocratica, senza bene considerare l'asservimento vicendevole con i vari romanzi criminali del nostro bel Paese, e la vasta corruzione rappresentata da ogni impiegato e funzionario della Pubblica Amministrazione e da ogni cattedratico d'Università vincente preventivamente un concorso farsa. Insomma, Pannella ha sempre e solo tentato la strada politico democratica, ma il bello è che si è sempre lamentato - e ancora oggi lamenta - di non avere il Partito a favore per la rivolta nonviolenta. E' interessante andare a leggere quel che Pannella quotidianamente scriveva nel 1983 per capire quanto fosse compiuta ed esatta l'analisi: perché non gli sia riuscito di arginare cotanta deriva in 30anni, è cosa che dovrebbe chiedersi lui stesso senza accampare scuse. ....Ma non c'è niente di "grave"; si tratta di equilibri ricercati in ambito di real politik, di anticomunismo viscerale e generalizzato, pure oltre e contro la sinistra culturale costituente, oltre alla destra storica, del Partito Radicale, ...e di un certo frociame ( inteso in senso classico del termine) interno, costituente le dinamiche di Partito. Il frociame pensa e sostiene San Benedetto ( il patrono dell'Europa) quello della "rondine sotto il tetto", il fondatore del monachesimo, di cui forse qui è possibile trovare elementi: http://www.monasterovirtuale.it/... , però, insomma, è difficile motivare uno stile espressivo, ma aggiungo elementi: "Ho fatto da tempo una scelta ben precisa: una condotta di vita molto sobria e solitaria...un ritorno allo spirito alla maniera di Agostino. Anche su questo Fb sto cercando mantenere un basso profilo... sicuramente in coerenza con il mio spirito e la mia natura , non asseconderò di certo i desideri malcelati di un certo frociame, a partire da quei tromboni moralisti mestieranti del pensiero dei vari Gramsci e Gobetti, ipocriti carrieristi invidiosi, pieni di veleno e affetti da peste emozionale che vorrebbero vedermi in ginocchio a baciar le loro luride mani" E ancora da una polemica di un paio di anni fa qui su FB, così scrivevo:- - I termini usati (altrove io uso "frociame"), sono esclusivamente da intendere in senso delle architetture sociali che si vengono a creare tra sodali, etero, omo, parentali, maschi, femmine, coppie, sette, religioni, comunità di interesse, handicap, filologhi ...e chi più ne ha ne metta: semplicemente io personalmente non tollero alcuna altra distinzione - e nello stesso tempo rivendico eguali diritti, che le persone e la natura (gli animali se si vuole). Insopportabile sentire parlare di quote rosa e/o di certi diritti da persone legate da sentimenti - pur in rivendicazione - di specie. Desidererei sempre che fosse data priorità al principio generale dei diritti delle persone, dei diritti umani tout court. Non sopporto vedere insieme esclusivamente gruppi (come gli amici di mio figlio) che sono legati solo dall'uso delle canne (gli spinelli), né nessuna altra categotia di consumi e di specie, che in genere sono loro stessi inconsapevolmente autoghettizzati, in complicità o in sodalizio amicale che determinasse valutazioni e/o elezioni non oggettive. Non tollero gli statali, le case degli anziani, i privilegi e le prepotenze dell'handicap, i tifosi di calcio, i club dei bongustai e delle casalinghe, i circoli distinti, femminili e maschili, i giocatori di bingo e delle scommesse, le mafie, le massonerie, la CHIESA, i gusti sessuali sbandierati, l'attività pubblica fatta in privato e viceversa insomma. Nessun rancore personale; solo il rammarico di aver vissuto un partito per oltre 30anni, che ha avuto ragione sempre, per tutto questo tempo, perduto in inefficaci contrasti al malaffare imperante, del quale se ne conosceva le fondamenta dell'esistenza e dell'organizzazione a partire dai vizi e dagli interessi primari, restando a combattere - con armi improprie (pur avendo tentato la chiamata alle armi nonviolente), per tutto questo tempo, l'originale impostazione, e non il divenire, ostinandosi a ritenere scardinante del regime, la sola riforma elettorale in senso uninominale secco. Pur vero, ma intanto cosa stesse accadendo, nella presunzione di aver già tutto capito, veniva dato come scontato, a causa e per effetto distorsivo della mancata riforma, perdendo quasi completamente il contatto con le cose che nello specifico divenivano e strozzavano il Paese. Un partito, quello radicale, che regolarmente respingeva i capaci e determinati, per comprendere i meno capaci e determinati, fino a ritrovarci addirittura la Farina Coscioni in Parlamento, ed altra gente così tanto comune da disarmare ogni buona intenzione di relazione. Frocesco, frociame ...è solo un modo di rapida sintesi per esprimere un vizio caratteriale, che nulla ha a che vedere con l'omofobia. Spero di essermi spiegato in rapide battute. Io del resto ho sempre pensato di essere un radicale tra i Radicali, escluso e penalizzato così come i Radicali lo sono stati dal regime partitocratico; frainteso e sommariamente giudicato da un mare di fresconi che da sempre popola i dintorni di Pannella, che con vizi FROCESCHI (in moltissimi non lo sono, ma tra loro sono in tanti quelli che hanno modalità di pensiero frocesco) affrescano i Dintorni, seminano voci e costitiscono un Sistema, lì dove un sistema non dovrebbe esserci, ma solo una libera espressione, con rappresentanti da eleggere dal basso e non per desiderio e volontà di pannella o degli amici e sodali di Pannella, che s'è fatto una storia tutta Sua, pure infastidito da tutto ciò che muovesse al di fuori del Suo controllo e dalla Sua volontà di determinazione delle cose. Io ero intimo amico di Antonio Russo, che la notte per affari suoi indossava una parrucca e scarpe con alti tacchi e andava a battere in strada; lasciava la comitiva a fine serata, e in piena notte andava a smarchettare in tutta assoluta riservatezza. Non sopportava il frociame, il carattere frocesco, non lo sembrava affatto, ed oltre Pasolini, avrebbe potuto raccontarci nel profondo questo mondo conosciuto in tutti i meandri e le sfaccettature; pure avrebbe probabilmente meglio risposto, e spiegato, a questa premurosa tua. Vuoi forse sapere chi è il più frocesco tra i Radicali ? A sorpresa ti dico che è Massimo Bordin (non è mica frocio, ma quanto è vizioso di testa: come Pannella mostra di saperle tutte o tante, ma non capisce e non ha capito un cazzo). Vuoi sapere chi non lo è affatto ? Emma Bonino.

Luigi Castaldi 18/11/2013