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Malvino (alias Luigi Castaldi) mi perdonerà se attingo dal suo blog, ma le cose che dice vorrei averle dette anch'io e le faccio mie e nel mio piccolo cerco di pubblicizzarle nei modi che posso.

sabato 21 dicembre 2013

Spiegatemi cosa c’è da salvare


Solo in Italia c’è coincidenza di un brutale spregio per le regole, di una cieca visceralità dell’opinione pubblica, di una disarmante irresponsabilità della politica e della magistratura e di quel malinteso senso del compassionevole che tollera l’inganno fino a sollecitarlo, dunque solo in Italia poteva darsi un caso Stamina. Nello specifico: si è fatto scempio delle norme doverosamente severe che accompagnano un trattamento terapeutico dal momento in cui è concepito come ipotesi a quello in cui viene adottato come presidio clinico, e questo è stato possibile per l’inqualificabile cedimento di chi avrebbe dovuto farle rispettare a fronte della pressione del moto irrazionale che esigeva una legittimazione del «non è vero ma ci credo» in forma di diritto all’illusione, rivendicando una fattispecie di statuto alla circonvenzione di incapace, con copertura a spese dello stato. In fondo non si concede altrettanto alla religione? Non si continuano a vendere farmaci omeopatici anche se è dimostrato che sono inerti? 

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Dio solo sa quanto mi stia sul cazzo Severgnini, ma onestà vuole ch’io debba correre in sua difesa a fronte dell’ingeneroso commento che lei, caro Bordin, ha apposto a margine di «Cuore di tenebra» - Il potere senza eredi (Corriere della Sera, 18.11.2013), nel quale le è parso – così ha detto stamane nel corso di Stampa e regime (Radio Radicale, 18.11.2013) – che «il parallelo [tra il protagonista dell’omonimo racconto di Conrad e i leader politici ivi citati (Berlusconi, Bossi, Di Pietro, Grillo, Vendola, eccetera) fosse] un po’ tirato», lamentando che «non si può mettere nello stesso calderone storie politiche così diverse solo perché è venuto in mente un bel paragone».
Sacrosanta osservazione, perché la storia politica di Berlusconi è

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Al congresso 2013 di radicali italiani ho partecipato in veste di osservatore e, a meno di un deciso cambio di rotta, se ( e sottolineo se) parteciperò al prossimo non potrà essere che nella stessa veste.

 

Questo per due motivi ugualmente importanti.

 

Il primo è che intendo tornare a far politica e per me, che sono legato a una visione tradizionale, la politica si fa attraverso i partiti. E i partiti, per come la vedo io, sono composti da persone legate da una visione comune, in termini generali, della cosa pubblica e di come amministrarla.

 

I partiti si danno:

degli obiettivi attraverso uno statuto

e

rappresentanti attraverso libere elezioni.

 

I partiti verificano con cadenza regolare il volere dei propri iscritti in base al quale programmano la propria attività.

 

I partiti attraverso le norme fissate dalla costituzione all' art. 49 si propongono di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

 

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Era novembre dell'anno 2000 a Chianciano, Antonio Russo era stato da poco torturato e ucciso, ed io avevo appena annunciato le mie dimissioni dal Comitato di Coordinamento dei Radicali per la Rivoluzione Liberale e gli Stati Uniti d'Europa (ottima conduzione di Marco Cappato), quando Marco Pannella annuncio che da quel momento si sarebbero chiusi i portoni del Movimento e chi fosse stato dentro restava dentro, chi era fuori restava fuori. Quello fu il

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Non c'è da andare chissà dove per riscoprire certe istanze oggi così urgenti. Basterebbe uno sguardo alla storia. Altro che grillini...

Partito Radicale Italiano - Wikipedia it.wikipedia.org Il Partito Radicale Italiano è stato un partito politico italiano costituitosi ufficialmente solo nel 1904, ma erede del partito post-unitario dell'Estrema sinistra storica, fondato da Agostino Bertani e Felice Cavallotti ...